Storia

L’impero romano d’Oriente e Occidente: dalla nascita alla caduta degli imperi romani

Tutte le informazioni necessarie per conoscere gli elementi che hanno portato alla divisione dell’Impero Romano. Gli imperi di Diocleziano, Costantino e tutte le cause che portarono alla caduta dell’Impero Romano d’Oriente e Occidente.

impero romano d oriente e occidente

Impero Romano d’Oriente e Occidente: due facce della stessa medaglia

Prima della divisione tra Impero Romano d’Oriente e Impero Romano d’Occidente le due fazioni facevano parte dell’Impero romano, nato sotto l’impero di Augusto nel 27 a.C. e che vedrà la sua fine nel 395 con la morte di Teodosio.
L’Impero romano d’Occidente meno forte militarmente e politicamente, scosso dalle lotte interne e dalle invasioni barbariche, terminerà il  476 all’arrivo di Odoacre, mentre l’Impero romano d’Oriente continuerà ad esistere fino al 1453, anno della conquista di Costantinopoli.

La prima divisione dell’impero romano ad opera di Diocleziano

Prima di Teodosio, il primo a promuovere una divisione dell’impero fu Diocleziano, militare della Dalmazia, che arrivò al potere quando l’Impero Romano attraversava un periodo di profonda crisi, causato da invasioni e pandemie che presero il nome di Crisi del terzo secolo o Anarchia militare. Arrivato al potere Diocleziano riuscì a riportare una sorta di stabilità e nel 286 divise l’Impero in due zone amministrative: la parte Orientale, governata personalmente da lui (con il titolo di Iovio, re degli dei) e con capitale Nicomedia, e quello Occidentale con capitale Mediolanum, affidato a Massimiano, nominato Cesare  che assumeva il nome di Erculio, dal nome di Ercole, l’eroe leggendario.

impero

Diocleziano divide il potere tra parte orientale: governata da diocleziano con capitale nicomedia;
parte occidentale: con capitale Mediolanum, affidato a Massimiano, nominato Cesare. Nel 293 per controllare al meglio l’Impero Diocleziano aggiunge al potere due Cesari che Alla morte o dopo l’abdicazione degli Augusti prendevano la loro carica,
nominando a loro volta altri due Cesari.

Nel 293 per controllare al meglio l’Impero Diocleziano creò un governo dei quattro, la Tetrarchia, con il controllo di due Augusti e due Cesari, Galerio e Costanzo Clorio. I due Cesari avevano gli stessi poteri degli Augusti, ma erano sottoposti a loro. Alla morte degli Augusti poi i due Cesari prendevano la loro carica, nominando a loro volta altri due Cesari.

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L’impero romano si riunisce sotto Costantino

Con la Tetrarchia stabilita da Diocleziano ci furono circa vent’anni di stabilità, scossi quando nel 305 i due Augusti abdicarono in favore dei due Cesari Galerio e Costanzo Cloro che però morì prematuramente. Alla sua morte scoppiarono delle guerre civili che portarono al potere quattro augusti: Galerio, Costantino, figlio di Costanzo Cloro, Licinio e Massimino. A poco a poco Costantino riuscì a prendere il mano tutto il potere nell’Impero Romano d’Occidente ricreando una diarchia con Licinio a capo dell’Impero Romano d’Occidente con il quale arriverà allo scontro nel 316.
L’intento di Costantino era quello di riunire l’Impero Romano sotto un unico regno. Inoltre, ad alimentare gli scontri c’erano le differenze culturali e religiose.

Mentre Licinio infatti osteggiava i cristiani, Costantino era più tollerante fino ad arrivare nel 313 a promuovere l’Editto di Milano o Editto di Costantino, che garantiva la libertà di culto del cristianesimo. Nel 324, sconfitto Licinio, l’Impero Romano torna ad essere sotto un unico Imperatore, legato al cristianesimo dopo la conversione de re. Avendo in mano tutto l’Impero Costantino decise di scegliere come capitale dell’Impero Romano Bisanzio, ribattezzandola Costantinopoli, la nuova Roma. Da Costantino l’Impero Romano d’Oriente e Occidente pur guidato alcune volte da due re (come nel caso di Valentino e Valente) fu sempre caratterizzato da un’unità.

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La divisione definitiva tra Impero Romano d’Occidente e d’Oriente

A causa delle continue invasioni dei barbari l’Impero Romano d’Occidente a differenza dell’Impero Romano d’Oriente iniziò a perdere il suo potere e nel 395 con la morte del re Teodosio I l’Impero Romano fu diviso dal punto di vista amministrativo in due parti: la parte occidentale (con capitale Ravenna) guidata dal figlio Onorio e quella orientale controllata dall’altro figlio di Teodosio, Arcadio. Inizialmente la divisione tra i due imperi era amministrativa ma non politica. Durante i periodi di interregno in attesa della nomina di un nuovo re da una delle due parti, l’imperatore d’Oriente regnava formalmente in Occidente e viceversa. Difatti però i due regni erano divisi e questo promosse le differenze culturali e accentuò la definitiva separazione tra le due parti. Ad agevolare la volontà di tenere saldo l’impero ci fu Stilicone, militare vandalo romanizzato, al quale, si narra, Teodosio affidò i due figli ma che fu ucciso da Onorio nel 408, per aver preso iniziative militari contro i Goti che minacciavano di entrare nel sud Italia.

caduta impero romano

Nel 395 con la morte del re Teodosio I l’Impero Romano fu diviso dal punto di vista amministrativo in due parti: la parte occidentale (con capitale Ravenna) guidata dal figlio Onorio e quella orientale controllata dall’altro figlio di Teodosio, Arcadio. Inizialmente la divisione tra i due imperi era amministrativa ma non politica. Durante i periodi di interregno in attesa della nomina di un nuovo re da una delle due parti, l’imperatore d’Oriente regnava formalmente in Occidente e viceversa. Difatti però i due regni erano divisi e questo promosse le differenze culturali e accentuò la definitiva separazione tra le due parti.

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La caduta dell’Impero Romano d’Occidente: le cause interne ed esterne

Con la morte di Stilicone i Goti entrarono definitivamente a Roma, con Alarico nel 410 (primo sacco di Roma) e successivamente nel 452 con gli Unni guidati da Attila (sacco di Aquileia)
Nel 476 Odoacre, capo dei barbari, sconfisse l’ultimo imperatore dell’impero d’Occidente, Romolo Augusto, proclamandosi re delle genti, popolazioni barbariche d’Italia. A questa data corrisponde la caduta dell impero romano d occidente che segna la fine dell’età antica e l’inizio del Medioevo. Dal V secolo i popoli Germanici stanziati nell’Impero d’Occidente creeranno i regni romano barbarici dove romani e barbari convivono.
Le cause della fine dell’impero romano d’occidente sono diverse, anche se la maggior parte degli storiografi sono soliti indicare che la parte occidentale “cadde sotto il suo stesso peso”.

  • Cause interne: i conflitti interni e l’anarchia militare che distrussero l’unità imperiale. O ancora la crisi economica e l’inflazione che fecero diminuire i commerci facendo aumentare le disparità tra i due regni. Infine la mancanza di un carattere romano, che aveva portato i soldati a non essere più ligi al dovere e i comandanti a preferire di arruolare i barbari per le battaglie, invece degli stessi romani.
  • Cause esterne: le cause esterne all’impero sono per lo più legate alle invasioni barbariche, con le popolazioni che saccheggiando l’impero romano mettevano sempre di più in crisi la sua stabilità.


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La caduta dell’Impero Romano d’Oriente: definiamo i concetti

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, l’Impero Romano d’Oriente sopravvisse fino al 1453, anno della conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II che creò l’Impero Ottomano, grazie alle nuove armi come il cannone in grado di distruggere le mura. Nonostante i bizantini riuscirono a difendersi bene gli ottomani, in supremazia numerica deposero l’imperatore Costantino XI Paleologo e posero fine all’Impero Romano d’Oriente dopo 1058 anni.

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