Storia

Il Concilio di Trento: storia della risposta della Chiesa alla Riforma

Come reagisce la Chiesa alla riforma protestante? Di seguito abbiamo raccolto tutte le informazioni riguardo il Concilio di Trento, un riassunto utile per capire tutti gli aspetti della Controriforma della Chiesa cattolica contro i protestanti.

il concilio di trento

La Chiesa di Roma in cerca del rinnovamento

In Italia, così come in Germania con Martin Lutero e a Ginevra con Calvino, molti disapprovavano la corruzione del clero. La Chiesa di Roma agì in due modi alle richieste di cambiamento:

  • cercò di portare avanti una riforma cattolica che evidenziò il desiderio di ritornare agli ideali evangelici;
  • condannò il protestantesimo mettendo in risalto la lotta della Chiesa con la Controriforma.

Nel XVI secolo, con il desiderio di rinnovare dall’interno l’apparato ecclesiastico, nacquero nuovi ordini religiosi come i Cappuccini, i Barnabiti e i Somaschi che curavano i bisognosi e vivevano in povertà.
Le donne istituirono invece l’ordine delle suore Orsoline impegnate nell’istruzione femminile.

La Compagnia di Gesù, l’esercito al servizio del cattolicesimo

Tra i tanti ordini religiosi che nacquero in quel periodo, quello che meglio rappresentò il rinnovamento della Chiesa fu la Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio da Loyola, un ex cavaliere spagnolo che si era convertito ad una vita di penitenza.
Nel 1540 dopo aver ricevuto l’approvazione del Papa, la Compagnia di Gesù si batté come un vero e proprio esercito e con un’organizzazione di tipo militare.
Oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza, i seguaci della Compagnia di Gesù aggiunsero la fedeltà assoluta al pontefice. I gesuiti avevano come obiettivo di istruire i giovani dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, coloro che avrebbero formato la classe dirigente sostenitrice della Chiesa cattolica.
Inoltre si occuparono di evangelizzare tramite gruppi di missionari i popoli di America e Asia.

Leggi anche: Le civiltà precolombiane: Maya, Aztechi e Inca

L’arte della Controriforma: il Concilio di Trento risponde alla Riforma

Che cos’è il Concilio di Trento e perché fu fatto? Il Concilio di Trento in sintesi fu un’assemblea dei vescovi cattolici voluta dal Papa, sotto stretto consiglio del re Carlo V che cercava un pretesto per risollevare i contrasti tra cattolici ed esponenti della riforma protestante.
Nel 1545 papa Paolo III aprì il Concilio a Trento che durò fino al 1563 e che vide la successione di quattro papi. Pochi ecclesiastici  parteciparono al Concilio mentre i protestanti invitati rifiutarono non accettando che fosse presieduto dal pontefice.
Cosa stabilisce il concilio di Trento? I lavori si concentrarono sull’analisi dei principi della dottrina cattolica rifiutati dai protestanti, stabilendo che:

  • oltre alla fede si sostenesse la necessità di compiere opere buone per salvare l’anima;
  • solo alla Chiesa fu riconosciuto il diritto di interpretare le Sacre Scritture;
  • vennero confermati i sette sacramenti;
  • furono reintegrate come valide le indulgenze;
  • furono confermati i culti della Madonna e dei Santi.


Tra le decisioni del Concilio di Trento in merito agli obblighi degli ecclesiastici venne stabilito che:

  • i futuri sacerdoti dovevano frequentare il seminario, una scuola per prepararsi alla vita religiosa;
  • il latino era la lingua ufficiale della Chiesa;
  • i vescovi dovevano vivere nei pressi delle proprie diocesi con obbligo di visitarla ogni due anni per controllare la parrocchia e l’operato dei sacerdoti;
  • non era permesso ai sacerdoti sposarsi;
  • i parroci dovevano annotare su un registro i battesimi, matrimoni e funerali dei fedeli, per accertarsi che fossero rispettati;
  • ai fedeli doveva essere impartito il catechismo, l’insegnamento della religione cattolica.


Leggi anche: Il Rinascimento: storia e caratteristiche del movimento culturale

Riforma e Controriforma: la Chiesa contro i protestanti

La Chiesa di Roma uscì rafforzata dal Concilio tridentino grazie alla conferma dei princìpi contestati in precedenza dai protestanti e tramite un rinnovamento interno rivolto soprattutto al clero. La Chiesa cattolica inoltre seguì dei metodi per combattere la dottrina protestante, considerata un’eresia.
Per questo motivo fu reintegrato il Tribunale dell’Inquisizione, nato durante il Medioevo per condannare gli eretici. Nel 1542 infatti nacque la Congregazione del Santo Uffizio, un collegio di cardinali e prelati che guidava l’Inquisizione. Esso aveva il compito di ricercare e giudicare i sospettati di seguire dottrine riformate. Nel caso in cui queste persone fossero ritenute colpevoli e rifiutassero di pentirsi o convertirsi al cristianesimo il Tribunale li affidava alle autorità dello Stato che li condannava secondo quanto previsto dalla legge.
Inoltre nel 1559 papa Paolo IV, complice il contributo della stampa compilò l’indice dei libri proibiti, che raccoglieva le pubblicazioni ritenute pericolose perché in contrasto con il cattolicesimo e vietate ai fedeli. L’elenco dei libri, che veniva costantemente aggiornato raccoglieva i libri che poi venivano bruciati pubblicamente impedendone una nuova pubblicazione.

Leggi anche: La scoperta dell’America: riassunto, date e tante informazioni utili

L’intolleranza e la censura in Italia dopo la Controriforma

La lotta della Chiesa contro la Riforma protestante che aveva acutizzato le differenze tra cattolici e protestanti portò ad un clima di censura e di intolleranza nella società del tempo. Filosofi e scienziati infatti spesso entravano in contrasto con le Sacre Scritture. Un esempio fu Giordano Bruno che fu condannato al rogo nel 1600 o Galileo Galilei, sostenitore della teoria eliocentrica, che fu costretto a ritrattare le sue idee per evitare la condanna a morte come eretico.
La Chiesa dopo aver attuato la Controriforma cattolica riportò in vita la caccia alle streghe tipica del Medioevo. Alcune donne venivano viste come strumenti del demonio e accusate di essere pericolose per la Chiesa. Anche alcuni protestanti praticavano la caccia alle streghe, minaccia per la loro opera di riforma.
Altre vittime furono gli ebrei, che furono espulsi dai Paesi cattolici o ghettizzati nei quartieri dove erano costretti a risiedere.
Inoltre erano costretti a portare segni di riconoscimento come orecchini gialli o nastri, per essere subito riconoscibili.

Leggi anche: Date, mappe concettuali, video e schemi riassuntivi, per aiutarti a fissare al meglio i concetti di storia.

7.178 Commenti