Grammatica

Punteggiatura Ortografica: a cosa servono i segni di punteggiatura?

In grammatica i segni di punteggiatura assolvono diverse funzioni e soprattutto si classificano in diverse tipologie: punto, punto e virgola, parentesi tonde, punto interrogativo, esclamativo e molti altri. Vediamo quali sono i diversi segni di punteggiatura e come utilizzarli in base alle regole, con frasi e video d’esempio.

punteggiatura ortografica

Come si usa la punteggiatura in italiano?

La punteggiatura è la segnaletica necessaria per interpretare correttamente un testo, perché un uso corretto della punteggiatura ci permette di:

  • riconoscere le parti del testo e la sua organizzazione grafica;
  • renderlo oralmente con la giusta intonazione e le pause corrette, durante la lettura;
  • cogliere con immediatezza gli elementi che l’autore ha voluto mettere in particolare evidenza nel testo e quelli che invece ha preferito disporre in posizione secondaria.


Le diverse funzioni della punteggiatura

La punteggiatura in italiano, assolve diverse funzioni, vediamole insieme:
Funzione indicativa: è quella di suddividere le parti di un testo per indicare il preciso significato, come nelle frasi:

  • Carla, ti chiama Andrea.
  • Carla ti chiama, Andrea.

Nel primo caso ci si rivolge a Carla, nel secondo ad Andrea.

Funzione sintattica: è quella di precisare il rapporto esistente fra le diverse parti. Esempi di frasi con punteggiatura sono:

  • Allora Michele prese il cappotto, cercò le chiavi, aprì la porta, la richiuse e scese precipitosamente per le scale. → In questo caso le virgole servono a indicare la precisa successione dei fatti nel tempo.
  • Allora Michele prese una decisione: prese il cappotto e uscì. → I due punti introducono una spiegazione: qual è la decisione di Michele.
  • Michele, il solito distratto, uscì senza avere preso le chiavi di casa. → Tra le virgole è posta un’informazione importante per comprendere il personaggio di Michele.

Funzione espressiva: è quella di suggerire l’intonazione di lettura e il conseguente significato espressivo.
Lo ha detto lui. → affermazione con intonazione neutra
Lo ha detto lui? → affermazione che indica curiosità
Lo ha detto lui! → affermazione che indica stupore, meraviglia
Lo ha detto lui…→ affermazione incompleta che indica incertezza, esitazione.

la punteggiatura

Le funzioni della punteggiatura. Funzione indicativa: è quella di suddividere le parti di un testo per indicare il preciso significato: Carla, ti chiama Andrea. Funzione sintattica: è quella di precisare il rapporto esistente fra le diverse parti: Michele, il solito distratto, uscì senza avere preso le chiavi di casa. Funzione espressiva: è quella di suggerire l’intonazione di lettura e il conseguente significato espressivo: Lo ha detto lui?

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I principali segni di punteggiatura

Il punto fermo

Nell’uso della punteggiatura uno dei segni più utilizzati è il punto. Il punto fermo (.) meglio noto come punto, in punteggiatura indica la fine di un periodo. Dopo il punto fermo si deve sempre usare la lettera maiuscola.
Esso indica uno stacco netto tra una parte e l’altra dell’esposizione, segnalando che il pensiero espresso fino a quel momento è terminato; è quindi un segno di pausa forte. Il punto fermo si usa anche nelle abbreviazioni (Sig. = signor; Sig.na = signorina; dott. o dr. = dottore)
Quando il punto fermo indica anche la conclusione dell’argomento, è preferibile andare “a capo”. Si ha così l’inizio di un nuovo capoverso che nei testi a stampa, è solitamente indicato con un rientro a sinistra della prima riga. Ciò segnala visivamente al lettore la struttura del testo e rende più leggibile lo scritto.

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La virgola

La virgola (,) indica una breve pausa tra due parole o due proposizioni all’interno dello stesso pensiero.
Di solito la virgola si usa nei casi elencati:

  • Nelle enumerazioni tra un elemento e l’altro → Ho comprato mele, pere e castagne. Solitamente l’ultimo elemento dell’elenco è preceduto dalla congiunzione e, non dalla virgola.
  • Per separare un’apposizione, un’espressione o una frase incidentale → Carlo, il marito di Maria, è ricco.
  • Per separare le proposizioni di un periodo secondo la coordinazione per asindeto → Erano entrati in silenzio, salivano le scale, facevano attenzione a non fare rumore.
  • Per isolare un vocativo cioè un’espressione con cui si richiama l’attenzione di qualcuno, all’inizio oppure all’interno di una frase → Dovete pensare, cari amici, che quella è stata una giornata fortunata.
  • Dopo sì, no, beneNo, non ti chiamerò.
  • Prima di ma, però, anzi, inveceSei buono, ma sciocco.
  • Nelle ripetizioni No, no, per favore non ascoltarlo.
  • Per isolare una sola parola, dando a essa una particolare importanza → Procedeva nella nebbia, solo, senza alcuna paura.


L’uso della virgola non è consigliato in questi casi:

  • Tra soggetto e verbo, quando sono strettamente uniti. È sbagliato scrivere Un nostro amico, ha dato il libro, a Giovanni. Se però il soggetto segue il verbo e lo si vuole tenere in particolare risalto, si usa la virgola → Ha conquistato il primo posto in classifica, il nostro atleta.
  • Tra verbo e complemento oggetto. Non si scrive Giovanni mangia, la mela.
  • Tra copula e nome del predicato. Non si scrive ad esempio Eravamo tutti, felici e contenti.
  • Tra la proposizione reggente e alcune subordinate. Non si scrive Mi chiedi, che cosa ho detto di te a Lucia (prop. princ. + interr. indiretta) Tutti dicevano, che la partita era stata emozionante (prop. princ. + oggettiva);
  • Prima di e, né, o. È preferibile evitare di scrivere: Procedevano a fatica, e qualcuno cominciava a sentirsi male; Non ha pane, né acqua.
punteggiatura

La virgola si usa: Nelle enumerazioni tra un elemento e l’altro; Per separare un’apposizione, un’espressione; Per separare le proposizioni di un periodo; Per isolare un vocativo; Dopo sì, no, bene / Prima di ma, però, anzi; Nelle ripetizioni / Per isolare una sola parola; La virgola non si usa tra soggetto e verbo / Tra verbo e complemento oggetto; Tra copula e nome del predicato Tra la proposizione reggente e alcune subordinate

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Il punto e virgola

Tra i segni di punteggiatura il punto e virgola ha una funzione intermedia fra la pausa forte, segnata dal punto fermo, e quella più breve, indicata dalla virgola.
Si una quando si vuole spezzare un periodo senza concluderlo, perché il pensiero espresso in esso non è del tutto completato.
La domanda che spesso ci si pone quando si deve utilizzare questa punteggiatura in italiano è: dopo il punto e virgola ci vuole la maiuscola? La risposta è no, come si può vedere nella frase d’esempio: Aveva cantato davvero bene; lo applaudirono tutti.

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I due punti

Nella punteggiatura italiana i due punti (:) indicano una pausa breve e segnalano che le parole che seguono sono una conseguenza o una spiegazione di quanto detto prima.
Secondo le regole della punteggiatura, i due punti si usano nei seguenti casi:

  • come punteggiatura per il discorso direttoDisse: Adesso andiamo via;
  • per introdurre un elenco o una enumerazioneEcco cosa abbiamo comprato: penne, matite, colori e quaderni;
  • per introdurre una spiegazione o una precisazione Quel cane aveva un’espressione triste: teneva le orecchie abbassate.

Inoltre ricorda che i due punti non si usano mai per separare il verbo dal complemento oggetto, nemmeno quando questo è formato da un elenco → Abbiamo invitato a pranzo gli zii, i nonni e i cugini.
Dopo i due punti non è necessario l’utilizzo della lettera maiuscola, a meno che non vengano utilizzati per aprire un discorso diretto.

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Gli altri segni di punteggiatura

I segni di punteggiatura indicati in precedenza sono i più frequenti, ma ce ne sono anche molti altri. Vediamo insieme come usare la punteggiatura come i tre puntini di sospensione e altri segni grammaticali.

  • Il punto interrogativo (?): si pone alla fine di una domanda o di una richiesta espresse in modo diretto → Come stai?
  • Il punto esclamativo (!): indica particolari stati d’animo, come meraviglia, stupore, dolore. Quando si mette il punto esclamativo? Il suo uso era molto frequente fino a qualche tempo fa, mentre oggi è molto limitato ed è bene non utilizzarlo in alcuni casi erroneamente. Se la frase esprime già di per sé meraviglia o stupore il punto esclamativo è infatti superfluo (Oh, che bella sorpresa).

  • I puntini di sospensione (…) hanno la funzione di lasciare il discorso in sospeso, o perché se ne intuisce la conclusione (Smettila di urlare, oppure…) o per esprimere dubbio o incertezza o ancora per interrompere l’espressione e dare maggiore risalto alla parola seguente (L’ho sempre detto che sei proprio un…secchione!) I puntini di sospensione inoltre si usano anche per segnalare la parte mancante di un testo o la sua voluta omissione; in tal caso essi vanno posti tra parentesi quadre.
  • Le virgolette (“…” / «…») contrassegnano il discorso diretto o le citazioni di titoli di giornali, riviste o diverse pubblicazioni (L’ho letto sul “Corriere della Sera”). In questo caso il titolo deve essere citato nella sua forma esatta, comprendendo anche l’eventuale articolo o lettere maiuscole. Inoltre si fa uso delle virgolette per evidenziare una parola (Lo chiamarono tutti il «re») o per riferire le parole precise di un autore «Nel mezzo del cammin di nostra vita» come dice Dante.

  • Il trattino corto (-) unisce tra loro due o più parole; si usa per dividere la parola in sillabe e serve inoltre per indicare la fine della riga e andare da capo, spezzando l’ultima parola (capa-ce).
  • Il trattino lungo (—) si usa per isolare un inciso all’interno di una frase (Il figlio non rispose — ormai capitava spesso)
  • Le parentesi tonde indicano una parte non del tutto necessaria per la comprensione del discorso. Possono introdurre anche una spiegazione o un esempio: Questa reazione chimica sprigionerà H2O (acqua). Inoltre ricorda che prima della parentesi non va scritta mai la virgola.
  • L’asterisco (*) indica una nota a margine o sostituisce un nome che non si vuole citare: (Padre Cristoforo da *** era un uomo più vicino ai sessant’anni che ai cinquanta).


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