Storia

La polis greca: le caratteristiche della città stato

Devi svolgere una ricerca sulle città greche antiche e vuoi conoscere tutto sulle poleis? La definizione, le caratteristiche della società e tante informazioni utili per eseguire una ricerca sulla polis greca completa ed affidabile.

polis

La polis greca: com’è nata la città greca nel Medioevo?

La polis greca nasce nell’VIII secolo a.C. dall’aggregazione dei villaggi tra loro vicini,  che si uniscono per crescere economicamente e creare un migliore sistema di difesa (fenomeno noto come sinecismo).  I Dori e i Micenei, fautori della società greca erano popoli che parlavano lingue diverse e avevano religioni e un’organizzazione della società differenti. Mentre i Micenei era guidati da un re, i Dori avevano un’oligarchia, governo dei pochi, i Greci quindi decisero di creare una nuova organizzazione della società unendo le due forme di governo, creando le città-stato, le poleis. Le poleis più importanti erano quella di Atene, formate dall’aggregazione dei villaggi dell’Attica, e Sparta.
La parola polis ha significato di cittadella fortificata, da akrópolis e ha la stessa radice di pólemos, guerra. Probabilmente la polis greca nasce quindi come difesa di un insediamento in guerra sviluppato ai piedi di una piccola città, che poi ha preso ad indicare anche i territori circostanti. La polis comprendeva la città dentro le mura con una comunità di cittadini e il territorio circostante.

Come sono organizzate le poleis? Gli elementi principali

La struttura della polis greca prevedeva:

  • la città alta o acropoli, posta sull’altura, dove si raccoglievano i templi (spesso dedicati alla divinità protettrice della singola polis) e gli edifici pubblici come i tribunali;
  • l’agorà, luogo dove si svolgevano i mercati e le assemblee pubbliche, nelle quali si discutevano i problemi della città;
  • l’asty, la parte bassa della città, dove viveva gran parte della popolazione;
  • la chora, zona al di fuori delle mura, formata dai villaggi, dalla campagna e dal porto.

polis greca
Queste città greche spesso erano poste vicino al mare  e comprendevano sia zone di campagna che zone di città.
Gli abitanti della Grecia che vivevano in campagna erano contadini, mentre in città vivevano nobili, medici, marinai e commercianti. La zona di campagna e quella di città erano però in forte contatto dato che uno dei requisiti fondamentali per avere i diritti di cittadinanza era essere un proprietario terriero.
Tra le caratteristiche delle città-stato greche c’erano un governo ben organizzato e una buona struttura urbanistica, alla quale contribuì Ippodamo di Mileto, fautore di uno schema ippodomeo, tracciato stradale ottogonale che permetteva di dividere le polis dell’antica Grecia in quartieri.

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La società nella polis greca: chi comandava e chi era escluso?

Punto principale nella polis era il fatto che il comando non era più affidato ad un monarca ma al popolo, anche se vi erano differenze all’interno della società.
Oltre alla distinzione tra uomini liberi e schiavi, c’era una differenza importante tra coloro che venivano considerati cittadini e chi no.
I cittadini dovevano avere quattro caratteristiche:

  • essere maschi;
  • essere proprietari terrieri;
  • essere liberi;
  • essere capaci di armarsi a proprie spese.
poleis

La struttura della polis greca prevedeva: la città alta o acropoli con i templi e gli edifici pubblici; l’agorà, luogo dove si svolgevano i mercati e le assemblee; l’asty, la parte bassa della città, dove viveva gran parte della popolazione; la chora, zona al di fuori delle mura, formata dai villaggi, dalla campagna e dal porto.

Inoltre era necessario avere un padre nato all’interno delle polis, o addirittura, come nel caso di Atene, padre e madre entrambi nativi della polis.
I cittadini avevano privilegi come il poter amministrare la polis e formare l’assemblea popolare. Inoltre i cittadini potevano anche aspirare a diventare magistrati, mentre alle donne, agli schiavi e agli stranieri non era permesso partecipare alla vita politica.
Gli stranieri, chiamati meteci, non avevano la possibilità di governare o possedere un pezzo di terra, ma dovevano pagare le tasse e combattere nell’esercito, ricevendo in cambio protezione in tribunale.

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La famiglia e l’istruzione nella polis greca

La famiglia nell’antica Grecia aveva un ruolo fondamentale e le donne avevano il compito di dedicarsi alla cura della casa e dei figli. Nelle famiglie nobili, al contrario di quelle dei contadini dove tutti erano costretti a lavorare, solo gli schiavi lavoravano mentre i nobili si dedicavano alla politica.
Un elemento importante all’interno delle poleis greche era l’istruzione, culturale ma anche fisica, sviluppata tramite i luoghi di paidéia, teatri, palestre e i ginnasi. Le scuole erano private e i bambini studiavano musica, grammatica e ginnastica. I ragazzi invece aggiungevano a queste materie un mestiere e studiavano per diventare soldati. I figli dei più ricchi avevano poi la possibilità di studiare con i sofisti la retorica, l’arte di discutere bene, necessaria in politica. A partire dal V secolo a.C. invece vennero fondate le prime scuole pubbliche, ad Atene.

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I tiranni a capo delle polis

Nel VII sec. a.C. dopo l’invenzione della moneta coniata che eliminò il baratto, ci fu un aumento del commercio e un arricchimento degli artigiani e commercianti che entrarono nello schieramento della fanteria, la falange oplitica, ottenendo il diritto di cittadinanza e aumentando sempre di più la voglia di potere, a discapito dei più umili, sempre più esclusi. Le continue disparità di classi portò alle guerre civili delle quali approfittarono i tiranni, che si impossessavano del potere illegalmente, comandando la polis senza tener conto delle istituzioni politiche. Il periodo dei tiranni, tra i quali ricordiamo Cipselo, Pittaco e Policrate fu un periodo breve e le polis scomparvero definitivamente tra il VIII e il IV secolo a.C.

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