Storia

La dinastia dei Severi: da Settimio Severo ad Alessandro Severo

La dinastia dei Severi, al potere dopo la dinastia dei principi adottivi, è formata da Settimio Severo, Caracalla, Macrino, Elagàbalo e Alessandro Severo. Vediamo assieme quali furono le caratteristiche di ogni impero e come si concluse la dinastia dei Severi.

dinastia dei severi

Dinastia dei Severi; riassunto e panoramica generale

Dopo la morte di Commodo avvenuta nel 192, ci furono molti scontri per eleggere il nuovo imperatore. Il primo proposto dal Senato fu Pertinace, al governo per circa tre mesi. Si occupò di assestare le finanze pubbliche e questo non piacque ai pretoriani che lo eliminarono, nominando al suo posto Didio Giuliano, un senatore milanese che si era dimostrato generoso proprio nei confronti dei pretoriani.
Nel frattempo in Oriente venne eletto il governatore di Siria, Pescennio Nigro, in Occidente il governatore della Britannia, Clodio Albino, nelle province danubiane invece si premeva per eleggere Settimio Severo. Tra i tre esponenti fu proprio Settimio Severo a prendere il potere con le armi, imperatore romano padre di Caracalla e Gela, che diede vita alla dinastia dei Severi al potere dal 193 al 235 d.C.

Settimio Severo, un imperatore a favore dei soldati

Lucio Settimio Severo nacque in Africa e per gran parte della sua vita fece parte dell’esercito.
Una volta diventato imperatore Settimio Severo  fu al potere dal 193 al 211 d.C. ed effettuò diverse modifiche al sistema militare:

  • permise l’ingresso dei ceti dirigenti delle province orientali e africane al senato;
  • aumentò le paghe dei soldati per incentivarli;
  • stabilì premi per i più meritevoli;
  • permise l’accesso al reclutamento militare anche ai provinciali, permettendo così la loro ascesa nella società;
  • diede la possibilità alle famiglie dei soldati di vivere nei pressi dei campi militari;
  • promosse il reclutamento di barbari creando nuovi gruppi militari, i numeri, che erano al comando di capitribù;
  • stabilì l’annona militare, un’imposta per tutti i proprietari terrieri, obbligati a fornire un tributo in natura per l’approvigionamento degli eserciti.
  • diede all’esercito il beneficio di potersi sposare e ai centurioni di entrare nel rango equestre;
imperatore settimio severo

Cosa ricordare di Settimio Severo? Primo esponente della dinastia dei Severi, fu un imperatore molto vicino all’esercito. Effettuò diverse modifiche al sistema militare, come l’annona, una tassa per aumentare l’approvigionamento degli eserciti. Fu tollerante e svolse importanti campagne contro i Parti e in Britannia. Prima di morire si auto adottò a Commodo.

Per quanto riguarda la politica interna ed estera si occupò di:

  • sviluppare le province già in suo dominio come l’Africa;
  • riprese la guerra contro i Parti;
  • seguì una campagna in Britannia insieme agli Augusti, i figli Caracalla e Geta.

Il primo esponente della dinastia Severa portò soprattutto avanti una campagna contro i pretoriani, arrivando a scioglierne l’ordine, accusando loro di aver venduto la porpora al miglior offerente. Al loro posto pose elementi pannonici a lui fedeli. Successivamente insieme a Clobio Albino si rivoltò contro Pescennio Nigro prima e Albino poi.
Varò insieme al giurista Emilio Papiniano una riforma giuridica che dichiarava non valide le confessioni rivelate sotto tortura.
In campo religioso, aiutato dalla moglie Giulia Domna, promosse i culti orientali a Roma, mostrandosi tollerate.
Prima di morire poi Settimio Severo, per porsi come continuatore di Nerva e Traiano si auto adottò a Commodo. Durante la guerra nel York nel 211 d.C. Settimio Severo morì, dando ai figli il preciso ordine di occuparsi di arricchire l’esercito.
In onore di Settimio Severo e dei figli Caracalla e Gera e per celebrare la loro vittoria contro i Parti, tra il 202 e il 203 fu eretto l’arco di Settimio Severo.


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Caracalla, un dispotico al potere

Alla morte dell’imperatore Settimio Severo salì al potere il figlio Marco Aurelio Antonino, soprannominato Caracalla per gli abiti gallici che indossava, in carica dal 211 al 217.
Dopo aver ucciso il fratello Geta, che sarebbe dovuto essere con lui al governo, Caracalla fu l’unico al comando, proseguendo la politica accentratrice del padre, comportandosi come un tiranno e appoggiandosi solo all’esercito e dando invece poca importanza all’aristocrazia.
Il suo obiettivo era quello di creare un impero meno romanizzato e con il carattere più orientale, e per far questo emanò la Constitutio Antoniniana, un editto del 212, passato alla storia come Editto di Caracalla che concedeva la cittadinanza romana a tutti i membri dell’impero.

caracalla

Cosa ricordare di Caracalla? Marco Aurelio Antonino, soprannominato Caracalla per gli abiti gallici che indossava, salì al potere Dopo aver ucciso il fratello Geta. Emanò la Constitutio Antoniniana, un editto del 212, passato alla storia come Editto di Caracalla che concedeva la cittadinanza romana a tutti i membri dell’impero. Fu ucciso in una congiura nel 217 d.C..

Questo editto permise di dare dignità anche alle zone di periferia e aumentava le entrate fiscali, dato che i cittadini sono soggetti alle tasse di successione. Dall’altro lato però estendeva il reclutamento dei cittadini a tutto l’impero dando così la possibilità anche ai barbari di combattere sotto il nome di Roma.
Dal punto di vista militare l’imperatore Caracalla portò avanti una spedizione contro i Parti, con l’obiettivo di seguire le orme di Alessandro Magno. A differenza di quest’ultimo però Caracalla, imperatore della dinastia dei Severi seguì una condotta dissennata che lo portò ad essere ucciso nel 217 d.C. a Carre, in una congiura ordita dal prefetto del pretorio Opellio Macrino.
Sotto l’imperatore Caracalla vennero costruite nel 216 le Thermae Antoninianae, meglio conosciute come Terme di Caracalla. Le terme di Caracalla a Roma erano non solo un centro termale, ma anche un luogo dove dedicarsi alla cura della salute e allo sport.

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I principati di Macrino e Elagàbalo

Il successore di Caracalla fu Opellio Macrino, proclamato imperatore dell’esercito e acclamato dal senato dal 217 al 218. Macrino fu poco al potere, questo perché la sua politica, volta a risanare le finanze pubbliche, portò al malcontento dell’esercito e permise alle donne siriache appartenenti alla dinastia dei Severi, di tramare alle spalle del nuovo re e porre al potere il nipote di Giulia Domna, Vario Avito Bassiano, meglio noto come Eliogàbalo, dal nome del sacerdote del dio sole El Gebal. Nel 218 Macrino fu condannato come usurpatore e ucciso.

Con l’imperatore Eliogabalo noto anche come Elagàbalo furono rafforzati i culti orientali a Roma, ai qual lui partecipava in prima persona, permettendo oltre al cristianesimo anche lo sviluppo dei culti religiosi antichi come quello del Dio Sole e della Dea Iside. Durante il suo impero Eliogabalo fu molto influenzato dalle donne di corte, tra le quali la madre Soemia, che fu uccisa come lui nel 222 dai pretoriani. I loro corpi furono gettati nel Tevere e condannati alla dannazione da una folla esultante.

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Alessandro Severo: l’ultimo esponente della dinastia dei Severi

Ucciso Eliogabalo torna al potere un membro della dinastia dei Severi, Alessandro Severo. Essendo appena quattordicenne Alessandro Severo comandò coadiuvato dalla madre Mamea, la quale lo portò a:

  • abolire i culti orientali;
  • ripristinare il ruolo dell’aristocrazia senatoria;
  • elaborare il diritto romano, aiutato dal giurista Ulpiano;

Tra le tante azioni, l’imperatore Alessandro Severo cercò di portare disciplina nel suo esercito e dopo aver gestito poco brillantemente una spedizione militare contro i Parti nel 235 e aver cercato di trattare con le popolazioni germaniche venne minata la sua credibilità da parte dei soldati che si ribellarono e lo uccisero in una congiura nel 235. A capo della congiura ci fu Giulio Massimino, noto come Massimino il Trace.
Con la morte dell’ultimo imperatore Severo l’Impero Romano fu in balia degli eserciti, in un periodo che va dal 235 al 284 dove regnò l’anarchia militare.

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