Storia

La Spagna di Filippo II: storia del sovrano più potente d’Europa

Chi è Filippo II di Spagna e che ruolo ha avuto in Europa durante il XVI secolo? Ripercorriamo la sua storia come sovrano e cosa accadde alla Spagna e all’Europa durante il suo dominio.

filippo II spagna

Filippo II di Spagna, il re cattolico promotore dell’Inquisizione spagnola

Filippo II aveva ereditato dal padre Carlo V nel 1556 il Regno di Spagna, i Paesi Bassi, i domini italiani, alcune colonie di America, Africa, Asia e la Franca Contea.
Nel 1580 inoltre la dinastia portoghese si era estinta e il Portogallo con i possedimenti coloniali venne annessa alla corona spagnola.
Filippo, re di Spagna era cattolico, con un carattere molto austero, passato alla storia come Filippo il Prudente. Era stato educato dal padre a considerare il sovrano come chi aveva ricevuto una missione da Dio e riteneva che l’unità religiosa favorisse l’unità politica del suo regno.
Il re diede impulso all’Inquisizione spagnola proibendo i libri stranieri, ritenuti pericolosi per i fedeli, vietò agli studenti di viaggiare nei territori dove vigeva la Riforma protestante e perseguitò le comunità protestanti della Penisola iberica.
spagna di filippo II
Oltre a tutti questi divieti espulse dalla Spagna i marrani, gli ebrei convertiti, e i moriscos, gli arabi convertiti, colpevoli di voler mantenere lingua e tradizioni proprie.
Al potere Filippo II poi spostò la corte dalla città di Valladolid a Madrid al centro della Spagna, dove fece costruire l’Escorial, la sua residenza. Il sovrano qui si occupava dei suoi domini e teneva delle assemblee con organi consultivi posti al governo dei territori che si occupavano di politica estera, finanza e di eventuali guerre. Sarà al capo della Invencible Armada una flotta di 130 unità che il re di Spagna creò per fermare l’avanzata dell’Inghilterra.

La decadenza economica della Spagna sotto re Filippo II

I domini di Filippo II procuravano ingenti ricchezze alla corona spagnola. A partire dalla seconda metà del Cinquecento per la Spagna però iniziò un’inarrestabile periodo di decadenza economica dovuta a diversi fattori.
Innanzitutto l’allontanamento di ebrei e moriscos privò il territorio di un’importante risorsa produttiva, artigiani, mercanti e agricoltori.
Inoltre grandi quantità di oro e argento proveniente dalle colonie americane non erano reinvestite in attività agricole, imprenditoriali o commerciali ma servivano per sostenere la corte, finanziare le guerre e importare prodotti stranieri. L’oro e l’argento però non erano sufficienti per far fronte alle spese della corona. Filippo secondo di Spagna ricorse così a prestiti da parte di banchieri stranieri che non fu in grado di restituire.
Quindi fu costretto a dichiarare bancarotta e aumentare le imposte dirette che gravavano sul popolo.
Infine anche la produzione agricola che non godeva di un clima e di un terreno favorevoli peggiorò sia a causa dell’allevamento ovino che sottrasse territori coltivabili, sia a causa delle carestie e pestilenze che si abbatterono sul Paese alla fine del XVI secolo.

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I cristiani sconfiggono gli Ottomani a Lepanto

La maggior parte dei domini di Filippo II si affacciavano sul Mediterraneo, come la Spagna e il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna, territori che nel corso degli anni furono mira di molti nemici. Tra questi il re spagnolo dovette occuparsi sia del pericolo dei Turchi Ottomani che dei pirati barbareschi sottomessi agli Ottomani che continuavano ad attaccare il Mediterraneo.
Nel 1570 il sultano Selim II conquistò l’isola di Cipro, dominio dei Veneziani. Per timore allora che i Turchi prendessero il controllo del Mediterraneo, papa Pio V istituì la Santa lega contro l’Impero ottomano, alla quale aderirono la Spagna, la Repubblica di Venezia e Genova.
La lega organizzò nei pressi di Lepanto, il 7 ottobre 1571, una flotta che si scontrò in battaglia con la flotta turca formata da un gran numero di navi.
Dalla loro parte però l’esercito cristiano aveva armi da fuoco e riuscì a fermare l’avanzata degli Ottomani.
La vittoria cristiana in Europa ebbe una forte risonanza ma acutizzò i contrasti tra gli alleati cristiani permettendo ai Turchi di avere il tempo di riprendersi dalla sconfitta. Venezia inoltre preferì rinunciare a Cipro per non incrinare i rapporti commerciali con l’Impero Ottomano.
Nel corso del XVII secolo l’espansione turca continuò fino a porre nel 1683 Vienna sotto assedio. Solo la sconfitta inflitta dall’Impero asburgico costrinse i Turchi a ridimensionare i loro territori in Europa dando inizio al declino dell’impero Ottomano.

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I Paesi Bassi contro la Spagna di Filippo II

I Paesi Bassi, sotto il controllo di Filippo II re di Spagna, erano inizialmente divisi in 17 province, ognuna amministrata da un governatore e che godeva di una grande autonomia. Inoltre i Paesi Bassi erano territori ricchi, favoriti dai commerci e dalle attività agricole e finanziarie.
Poiché però nelle 17 province si era diffusa la dottrina calvinista, Filippo II tramite l’Inquisizione attuò una repressione con l’obiettivo di eliminare la fede protestante. Inoltre iniziò a esigere pesanti tributi dal territorio per arricchire le casse dello Stato. Per i tuoi atteggiamenti tirannici nei Paesi Bassi iniziò a diffondersi un’insofferenza verso il governo spagnolo, che colpiva gli abitanti protestanti e cattolici. Da semplice malcontento si passò ad una vera e propria rivolta e nel 1567 Filippo II inviò un importante esercito contro i ribelli dando inizio a una guerra lunga e costosa che nelle province del nord vide la resistenza dei ribelli di fede calvinista guidati da Guglielmo d’Orange-Nassau e sostenuti anche dai principi tedeschi protestanti, dagli ugonotti francesi e dagli anglicani.
Il conflitto terminò nel 1581 quando i rivoltosi proclamarono l’indipendenza delle sette province settentrionali che presero il nome di Province Unite, di fede calvinista e guidate dall’Olanda che all’epoca era la provincia più avanzata. Le province meridionali restarono invece sotto il controllo spagnolo.

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