Grammatica

Gli errori grammaticali più comuni: quali sono e come evitarli?

Si scrive obiettivo o obbiettivo? Qual’è o qual è? Nel seguente articolo ti offriamo le risposte a queste e a tantissimi altri dubbi grammaticali riguardo l’utilizzo dei verbi e degli accenti e apostrofi.

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Come si scrive in italiano?

Molto spesso quando si scrive in italiano è frequente incorrere in errori grammaticali. Se parlando è facile deviare errori (come per esempio avvolte o a volte?) quando ci si ritrova a scrivere un testo sorgono dei dubbi. Di seguito abbiamo raccolto gli errori grammaticali comuni da evitare per scrivere in un italiano corretto evitando di incorrere in strafalcioni.

Gli errori grammaticali più comuni: quali parole scegliere?

Iniziamo con errori di grammatica molto comuni, che incontriamo frequentemente quando ci ritroviamo a scrivere frasi in italiano.

  • Si scrive aeroporto o aereoporto? La forma corretta è aeroporto dato che il prefisso -aero viene utilizzato per ogni elemento che si riferisce agli aereoplani.
  • Entusiasta o entusiasto? Anche al maschile vale la forma entusiasta.
  • Obiettivo o obbiettivo? Sono valide entrambe le soluzioni, ma è preferibile obiettivo.
  • Meteorologo o metereologo? In questo caso è preferibile la prima forma.
  • Qual è o qual’è? Un errore molto comune è quello di utilizzare l’apostrofo che in questo caso non va inserito, dato che si tratta di un troncamento e non di un’elisione.
  • Né o ne? Tra gli errori grammaticali frequenti, c’è l’utilizzo dell’accento in né, che invece va solo quando si tratta di una negazione (Non voglio né cibo né acqua).

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  • un po’ o un pò? La maggior parte degli italiani utilizza la forma accentata (un pò) sbagliando, dato che si tratta in questo caso di un troncamento della parola poco, quindi occorre l’apostrofo po’.
  • d’accordo o daccordo? questo errore potrebbe sembrare banale, ma spesso ci ritrova ad essere in dubbio su come scrivere questa parola. Che, per inciso, va sempre scritta con l’apostrofo (d’accordo).
  • si o sì? Come nel caso di “ne”, sì va utilizzata accentata solo per indicare un’affermazione (, ho fame).
  • se stesso o sé stesso? Quando il se è accanto a stesso non occorre l’accento (se stesso). Questo invece è necessario quando il sé viene utilizzato come forma non ipotetica (Venire in sé).
  • Perchè o perché? Sembrerà non esserci alcuna differenza, ma con questa parola va utilizzato l’accento acuto perché si tratta di una e chiusa.
  • Soprattutto o sopratutto? A differenza di dopotutto e oltretutto che vanno scritti con ‘tre t’, soprattutto va scritto con ‘quattro t’ per la regola del raddoppiamento fonosintattico.

  • Gli o le? Ricorda che va utilizzato gli per il maschile e il le per il femminile. Al plurale la forma corretta per entrambi è loro.
  • Proprio o propio? La forma corretta è con la r, proprio, anche se spesso erroneamente viene utilizzata la forma senza r.
  • Pultroppo o purtroppo? Anche in questo caso l’errore è frequente, ma la forma corretta è quella con la r → purtroppo.
  • Apposta o a posta? Apposta per indicare un’azione fatta di proposito.
  • Quante volte vi sarà capitato di dire o sentir dire “A me mi piace il cioccolato”. Ecco, mentre questo prima era considerato un errore grammaticale, ad oggi è più tollerato e considerato come un rafforzativo.
  • L’uso della D eufonica. Spesso viene aggiunta accanto alla preposizione a o la congiunzione e, la lettera D. La D eufonica (dal latino et e ad) deve essere utilizzata solo quando la parola successiva inizia per la stessa vocale che la precede. Ovvero usiamo dire: ad andare e non a andare, ed ecco e non e ecco. L’unica eccezione è ad esempio.

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Grammatica: gli errori con i verbi

In italiano spesso si fanno errori grammaticali divertenti, altri invece, specie quando interessano coniugazioni di tempi sbagliati, sono un vero pugno nell’occhio per chi legge o ascolta.
Di seguito abbiamo raccolto gli errori grammaticali, i dubbi più frequenti, che si riferiscono ai verbi.

  • È piovuto o ha piovuto? Con il verbo piovere l’ausiliare da utilizzare può essere sia essere che avere. Quindi sono corrette entrambe le forme, trattandosi di un verbo impersonale. Nel caso in cui il verbo venga utilizzato in modo metaforico (piovere critiche) va utilizzato l’ausiliare essere → Sono piovute critiche.
  • Insegniamo o insegnamo? Così come per disegniamo e sogniamo, la forma corretta per questo verbo è con la i → insegniamo.
  • Accellerare o accelerare? La forma corretta di questo verbo non prevede la doppia l (accelerare) anche se spesso c’è ancora chi utilizza la forma errata.
  • Affianco o a fianco? In questo caso è bene individuare l’utilizzo della parola. Se dobbiamo indicare che noi siamo accanto qualcuno utilizziamo la forma unita, prima persona del verbo affiancare al presente indicativo (Io affianco Matteo alla guida). Se invece dobbiamo indicare che un negozio è accanto ad un altro invece si utilizza la forma distaccata (Quel negozio è a fianco al panificio → accanto al panificio).

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  • Se fossi o se sarei: se è congiunzione e indica un periodo ipotetico. L’utilizzo di uno o l’altro tempo verbale dipende dal contesto, perché a differenza di quanto si creda, non va sempre usato il congiuntivo. La maggiori parte delle volte in cui ci troviamo a costruire una frase con un periodo ipotetico va utilizzata la forma al congiuntivo (Se fossi arrivato prima avresti visto la partita). Il condizionale (se sarei) va utilizzato invece nelle subordinate indirette e per un’azione che è proiettata al futuro: Mi chiese se sarei andata con lui al mare. / Mi domando se in futuro sarei capace di comportarmi meglio.
  • dà o da? Se si tratta del verbo dare alla terza persona allora la parola va accentata (Mi dà fastidio il tuo modo di fare). Al contrario non va accentata se si tratta di una preposizione (Viene da Milano).
  • Usi del congiuntivo imperfetto: ci sono alcuni verbi che creano dei dubbi specie al congiuntivo imperfetto. Ecco due dei più comuni: si scrive desse o dasse? → La forma corretta è desse. Stesse o stasse? → La forma corretta è stesse.
  • Fa o fà? In questo caso è senza accento, sia per la terza persona del verbo fare (Mi fa male la gamba), sia per locuzioni come Qualche anno fa.


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Frasi con errori grammaticali: l’uso dell’accento

Tra gli errori grammaticali più comuni c’è l’utilizzo dell’accento. Innanzitutto è bene precisare che c’è differenza tra accento e apostrofo. L’accento viene utilizzato per indicare che una vocale e a fine parola va pronunciata con un tono più forte. L’accento caratterizza le parole tronche come virtù, città e i verbi al futuro: (avverrà, starò). Per scoprire tutti gli utilizzi dell’accento clicca qui.
L’apostrofo invece indica l’elisione ossia la caduta di una vocale alla fine della parola, quando la successiva inizia con la stessa vocale (l’albereo, l’aereo). Inoltre l’apostrofo serve con l’articolo indeterminativo, solo se femminile (un’anatra, un’arancia). Per ulteriori informazioni clicca qui.

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Ci e Gi e Sci: come si utilizzano al plurale?

Un altro dubbio frequente è la formazione delle parole con Cie e Gie al plurale. Qual è il plurale di ciliegia? e di valigia? Ecco la regola:

  • Se la c e la g sono precedute da vocale al singolare, al plurale si mantiene la i: ciliegia → ciliegie / fiducia → fiducie.
  • se la c e la g non sono precedute da vocale ma da consonante, al plurale si perde la i: pioggia → piogge / arancia → arance.

Esistono però casi particolari come per gli aggettivi che terminano in -iccia, –occia, –uccia. In questo caso si perde la i: focaccia → focacce / salsiccia → salsicce.
Inoltre ricorda che si scrive sempre -sce (scelta, discesa, scendere), tranne per le parole che derivano da scienza o coscienza (scienziato, coscienzioso).

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